Photodivas Fashion Line-Photodivas 2010 Magazine-Febbraio 2010-Daiki Suzuki per L'A-I 2010 di Woolrich esalta la sartorialità aumentando la spigolosità
Daiki Suzuki per L'A-I 2010 di Woolrich esalta la sartorialità aumentando la spigolosità
Di Antonella Quaranta- E' la Galleria Lorenzelli di Milano la locatio scelta da Woolrich Woolen Mills per presentare l“An Outdoor Concept”, la sua collezione Autunno/Inverno 2010-2011. Qui il 18 gennaio, durante la settimana di Milano Moda Uomo organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, le creazioni di Daiki Suzuki sono state presentate al pubblico di buyer e affezionati clienti che hanno potuto conoscere il nuovo stile proposto dalla casa di moda, ma anche visitare la mostra di un noto artista giapponese. Infatti l'evento organizzato da Woolrich ha avuto come co-protagonista Masao Yamamoto con la sua mostra “KAWA=FLOW”. “Si tratta di uno dei più importanti fotografi giapponesi. -spiegano gli organizzatori dell'evento a cavallo tra moda e fotografia- Nato nel 1957 a Gamagori, nella regione di Aichi in Giappone , oggi vive e lavora a Yamanashi. Ha studiato pittura con Goro Saito e dal 1986 espone in diverse gallerie d’arte giapponesi, europee e americane. La sua attività artistica -sottolineano i curatori dell'evento- viene seguita dai più prestigiosi collezionisti Europei”. Una duplice occasione quindi per conoscere l'arte declinata in due delle sue molteplici varianti. La collezione per i prossimi freddi ideata da Suzuki per Woolrich vede trionfare il nero e il blu “influenzata dai due colori predominanti dei labels storici degli ultimi anni ’70 e dei primi anni ’80 come Comme des Garcons. - spiegano dalla casa di moda-Questo tipo di estetica, con cui Daiki è cresciuto e da cui è stato molto influenzato, insieme alla passione per l’”Americana” e per quella per i tessuti da caccia di Woolrich, ha permesso allo stilista - continuano- di creare il connubbio “Dark Hunting” o “Hunting Noir”. Di che si tratta ce lo spiegano dalla casa di moda dove tengono a sottolineare il fatto che lo stilista è stato fedele alla cultura creata da Woolrich e che ha utilizzato motivi e tessuti già conosciuti e cari ai propri clienti più affezionati:“lo stilista ha utilizzato le righe della Hudson Bay, hunting plaid e disegni a spina di pesce, tutti prodotti nella fabbrica storica Woolrich in Pennsylvania”. L'innovazione più che sui materiali è qui giocata sui colori scelti: i neri, i blu, il grigio più scuro che sembra carbone. E' questa una scelta che “segna un cambiamento e un nuovo tratto, - spiegano da Woolrich Woolen Mills- più tagliente rispetto alle nostre precedenti collezioni”. Tecnicismi che incuriosiranno i più attenti tra gli uomini ai dettagli di moda è il fatto che la maison americana abbia scelto di non prelavare gli indumenti come ha fatto in passato. Il motivo? Volevano dare l'idea di linee più sartoriali che avessero un effetto maggiormente “spigoloso”. Effetto che si declina sui jeans in denim con miscela di lana-cotone, sul pea-coat oliva, sul poncho sportivo, maglie in felpa con cappucci e pantaloni in felpa dai tessuti tradizionali stampati, cardigans in lana, sciarpe e cappelli lavorati a maglia -dai tipici motivi ripresi dagli archivi delle calze Woolrich- e sui pezzi più apprezzati delle passate stagioni come la Upland Jacket, la Stream Jacket e il Field Parka. “I capi sono tutti ancora in stile outdoor – assicurano dallo staff dello stilista- ma con un taglio più sartoriale”.